Discussioni di carattere generale sull'elettronica analogica e digitale. Didattica e applicazioni pratiche.
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da Liuke27
#10562
Salve a tutti, da un po' sono interessato alla realizzazione di una torcia di emergenza del tipo Torcia di Faraday conosciuta anche come shake torch.

La realizzazione sembra piuttosto semplice, tuttavia guardando numerosi video su youtube penso sia possibile migliorarla in particolare nell'accumulo dell'energia prodotta.

Vi allego qualche link:
https://www.youtube.com/watch?v=ttwsMwG_Gco&t=262s
https://www.youtube.com/watch?v=q5p5QTQgy3w
https://www.youtube.com/watch?v=hEGww9f9_YQ

Aspetto vostre idee, grazie in anticipo!
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da Liuke27
#10565
In realtà mi piacerebbe poter intanto dimensionare correttamente (o almeno provarci) la grandezza dell'avvolgimento e del magnete. Successivamente vorrei capire se conviene effettivamente affidarsi ad un supercondensatore oppure magari, provare ad immagazzinare l'energia prodotta in delle batterie ricaricabili. Secondo voi, sarebbe una cosa fattibile? se sì, come? grazie anticipatamente!!
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da maxmix69
#10566
Il dimensionamento delle spire, se non hai strumentazione, è semplicissimo: più ne fai e meglio funziona, non ci sono limiti di pericolosità circuitale che puoi superare avvolgendo le spire a mano e nel successivo utilizzo sempre a mano.
Analoga considerazione vale per la potenza del magnete.
L'utilizzo della batteria secondo me è altamente sconsigliato, suppongo che la sua autoscarica superi abbondantemente la carica che puoi dare con il movimento a mano. Un bel condensatore da 1 farad 5 volt, un bel led bianco ad altissima efficienza, una resistenza, uno o due diodi e vivi tranquillo.
Bisogna un attimo ottimizzare il sistema di raddrizzamento, chissà se un avvolgimento a presa centrale e due diodi schottky funzionano bene.
Eventualmente dopo averlo realizzato si può provare con un condensatore da almeno 100 uf 25 v per essere certi di non superare i 5 volt, nel caso si aggiunge uno zener.
Tutto da valutare, ma a grandi linee penso che ci siamo.
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da Liuke27
#10567
Ok, quindi per il dimensionamento delle spire e del magnete... diciamo che va bene il metodo "spannometrico" :D e successivamente, magari con qualche piccola misurazione si possono dimensionare le componenti elettroniche.
Mi sorge un dubbio, immaginando di fissare a piacere le dimensioni dell'avvolgimento (diametro, larghezza e numero di avvolgimenti) quale filo di rame sarebbe migliore? Uno di sezione più sottile, (così che a parità di dimensioni ci siano più avvolgimenti) oppure uno con una sezione maggiore?

In pratica vorrei fare riferimento a come la scelta del filo può incidere nella resistenza elettrica del filo stesso (direttamente proporzionale alla lunghezza e inversamente proporzionale alla sezione). Un filo più lungo avrà una resistenza maggiore, ma più spire produrranno una maggiore elettricità. Come scegliere? :?

Mi scuso se mi esprimo con termini impropri, spero si sia capito a cosa mi riferisco, e grazie sempre!
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da Bios
#10568
Più sottile è il filo che scegli, più spire puoi farci stare, meglio è. Il diametro del solenoide deve essere tale che i magneti scorrano dentro. Sceglierai un supporto di dimensioni adeguate.
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da Liuke27
#10569
Quindi in pratica mi conviene usare il filo con diametro più piccolo che esiste in commercio giusto?
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da Bios
#10570
Si, perché le correnti in gioco sono contenute. In questo caso il limite è solo quello della tua manualità. ;)
:!: ho scelto di spostare alcuni messaggi, l'off-topic continua qui :!:
da kookaburra
#10670
Salve a tutti sono nuovo!
Io per didattica farei una prova, preso un tubetto di un 30cm, di spessore sottile e del diametro del magnete cilindrico
in dotazione.
Sul tubetto avvolgerei una bobinetta che occupi pochi millimetri, tipo una realizzata con filo smaltato circa
da 0.3mm di diametro, ad esempio realizzata in 7 spire allineate per 7 strati sovrapposti,
con un totale di una cinquantina di spire.
Proverei la bobina a differenti altezze, lungo il tubetto, dove, quando tenuto in verticale, vi lascerei cadere il magnete,
riprendendolo in uscita. Ad esempio misurerei la tensione di picco ai capi della bobina, per altezze di 10
20 o 30cm riportando i dati.
Poi aggiungerei ai capi della bobina un raddrizzatore ed un condensatore da un 1000uF 25VL misurando al volo quando la tensione sul condensatore avesse raggiunto il valore massimo, ossia per contare dopo quante volte mi sarebbe occorso far passare il magnete dal tubo per ottenere quel valore, con l'altezza di caduta scelta.
Volendo si potrebbe tentare anche delle formulette, il problema a me non dispiace
maxmix69, Bios ringraziano
da kookaburra
#10688
Io per chi volesse allenare la mano avrei pensato a qualcosa del genere sicuramente migliorabile
(sono un dilettante di elettronica)
Immagine
anche perché con delle formulette la cosa potrebbe servire a quantificare altri fenomeni tipo questo
https://www.youtube.com/watch?v=TA_foBs9LeM
ed altri ancora
maxmix69, Bios ringraziano
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da Liuke27
#10703
Come mai hai pensato a creare più avvolgimenti separati invece che uno intero più grande?
Caro bollette

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