Come eravamo per capire chi siamo. Restauro, riparazione di strumenti vintage e apparecchiature di altri tempi.
#2186
Sono in procinto di realizzare un dispositivo che consenta di utilizzare un oscilloscopio classico (non digitale) come un terminale tty.
Lo scopo finale sarrebbe quello di aggiungere un readout a oscilloscopi che ne siano sprovvisti, particolarmente quelli degli anni 60-70. Ad esempio a uno dei miei Tektronix 564.
Mi sono accorto pero' che il gioco potrebbe non valere la candela. Utlizzare un oscilloscopio come terminale puro e semplice e' una cosa, fare in modo che le scritte eventuali coesistano con le forme d'onda utilizzate senza interferire e' un'altra... :roll:

Ad ogni modo, senza esagerare col numero di caratteri da visualizzare, e' possibile realizzarlo in maniera abbastanza semplice con l'utilizzo di una MCU neanche troppo potente. La Tektronix l'aveva realizzato sui mainframe serie 7000 utilizzando un banale 8051.

Voi che ne pensate?

Max
#2259
L'argomento è intrigante, provo a fare qualche considerazione da puro dilettante e da non addetto ai lavori.

0) come hai giustamente detto la generazione dei caratteri è il problema minore, visto che la "memoria di quadro' la si puo' realizzare su un micro
1)il problema principale penso sia quello della persistenza delle scritte sullo schermo. Se il tubo non è 'a memoria' occorre alternare (tutta una riga o anche in modo chopped) la scansione delle due forme d'onda in ingresso (canali Y1 e Y2) a quello delle scritte trovando il giusto compromesso fra sfarfallio delle stesse e latenza dei segnali in ingresso, magari alternando 'al volo' la base tempi per le scritte da quelle del segnale in ingresso
2) altra scelta è quella fra scansione raster e scansione X-Y. per le scritte. Con la prima occorrono 7 spazzolate (con una opportuna base tempi) e serve anche creare un "terzo canale" per creare il raster. Con la seconda occorre poter alternare 'al volo' fra modo X/Y (scritte) e modo base tempi/Y1/Y2 . Il comando sull'asse Z è invece abbastanza semplice in entrambi i casi.
3) se il tubo fosse a memoria (il cui meccanismo conosco solo superficialmente, non so se sia possibile cancellare solo parte dello schermo e non tutto) dovrebbe essere possibile riscrivere le scritte solo quando cambiano i valori associati mentre i segnali in ingresso manterrebbero la normale persistenza, in tal modo la persistenza non sarebbe intaccata più di tanto.

Se ho detto sciocchezze o banalità abbi pazienza, mi interessava seguire come approccerai la faccenda. Buon lavoro!
#2318
A parte gli scherzi @banjoman ,

pure io sono molto incuriosito da questo argomento, se vuoi farci la cortesia di delucidarci ulteriormente su cosa hai intenzione di fare, magari ne trarremo tutti degli enormi insegnamenti. 8-)
#2372
Mi scuso per il ritardo, ma oltre che su altri lavori, stavo riflettendo ulteriormente su questo argomento.

Ho scoperto che la cosa e' indubbiamente fattibile, ma richiede degli ingenosi equilibrismi per far funzionare tuta la baracca. Alla fine ho pensato che sia meglio dividere il problema in due progetti distinti.

Il progetto A (chiamiamolo cosi') richiede di digitalizzare la forma d'onda generata dall'oscilloscopio. Utilizzando hardware (convertitori A/D, micro ecc) moderni, non e' difficile realizzare un apparecchietto che debitamente collegato all'oscilloscopio in questione, renda disponibili i campioni acquisiti e i vari parametri di acquisizione (base tempi, guadagno verticale) e li invii a un comune PC, per il tramite del quale sia possibile visualizzarli e sottoporli alle elaborazioni piu' svariate.
La cosa puo' risultare insensata o quantomeno strana, ma occorre ricordare che gli oscillocopi Tektronix degli anni 60-70 utilizzavano plugin campionatori da 1 GHz ma non erano digitali bensi' analogici puri.
Il come funzionassero (e funzionavano bene eccome) esula da questo topic, ma occorre ricordare che se si desideravano degli screenshot delle forme d'onda visualizzate, l'unico metodo allora possibile era... una fotografia dello schermo, usualmente utilizzando macchine fotografiche Polaroid.
Attualmente io possiedo, tra gli altri, un Tektronix 564 con un plugin verticale 3S1. Graziosamente, ha due uscite analogiche che riproducono il segnale analogico campionato. Siccome il campionamento e' di tipo sequenziale (non real-time, one-shot) e la frequenza di campionamento (sempre sequenziale! non e' la frequenza di campionamento usualmente intesa) e' molto bassa (intorno ai 100 KHz), e' sufficiente anche un convertitore A/D di cui sono dotati la maggioranza dei micro odierni.
Attualmente utilizzo un Siglent SDS1102CML per digitalizzare i segnali provenienti dal Tektronix, ma realizzare uno scatolotto apposito renderebbe il tutto piu' compatto e versatile.

Il progetto B invece consiste nell'utilizzare un normale oscilloscopio a CRT come terminale video da computer. In modalita' testo, beninteso, alla stregua dei vecchi monitor usati negli anni 70-80.
I metodi per realizzare il circuito di interfaccia sono svariati, cosi' come il metodo per il rendering dei caratteri, vettoriale o raster. Su internet vi sono vari spunti, da parte di persone che gia' li hanno realizzati.
Esiste una vecchia app-note della Rockwell che mostra come sia possibile implementare un semplicissimo generatore di caratteri per oscilloscopio, utilizzando il venerabile [url]AIM-65[/url] (che per inciso io ebbi la fortuna di usare).
In realta' anche qui realizzare un generatore di caratteri decente, allo scopo di visualizzare un po' di caratteri sparsi sullo schermo di oscilloscopio non e' difficile coi mezzi odierni, quando invece 50 anni fa occorrevano come minimo due o tre schede formato doppio eurocard zeppe di circuiteria analogica e/o logica discreta.

Unendo i due progetti, A e B, si puo' alla fine realizzare un sistema intelligente che permette di utilizzare oscilloscopi vintage ad elevata banda passante, digitalizzarne l'output e rendere disponibili le varie misure che usualmente si ottengono coi moderni oscilloscopi DSO sullo schermo di un secondo oscilloscopio usato come monitor.

Se proprio non si vuole sacrificare un secondo oscilloscopio per utilizzarlo come monitor (anche se e' risaputo che gli appassionati vintage ne hanno solitamente ben piu' di due o tre, me incluso :D ), si puo' utilizzare un piccolo display, LCD o TFT, come readout.

Visualizzare il readout direttamente ad esempio, sul Tek 564, richiederebbe troppe modifiche all'oscillo stesso, e secondo me il gioco non varrebbe la candela, aldila' della personale soddisfazione che si otterrebbe.

Basti vedere questo documento su come era realizzato il readout nei mainframe Tektronix della serie 7000 per rendersi conto che, anche utilizzando componentistica moderna, realizzare un readout su oscilloscopi vintage non sia proprio una passeggiata.

Per quello ho deciso di scindere la mia idea iniziale in due sottoprogetti e realizzarli separatamente, in maniera da non mettere "troppa carne al fuoco"... :)

Max
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