Discussioni di carattere generale sull'elettronica analogica e digitale. Didattica e applicazioni pratiche.
#12098
Salluti,
ho necessità di realizzare un contatore di tempo Up/Down ore-minuti-secondi-fotogrammi con display LED a 7 segmenti
Non uso microcontroller e Pic.
Per il conteggio HMS posso usare uno dei tanti integrati giurassici degli anni 80/90 che a me piaciono tanto,
ma per il conteggio dei fotogrammi dovrò aggiungere un modulo 18 + un modulo 24 (da me commutabile in base alle esigenze).
Siccome non sono più ferrato come una volta, chiedo, a chi può aiutarmi, se ci sono integrati CMOS compatibili (non sono amante e non uso TTL) che mi permettano di realizare detti moduli (18 e 24 Up/Down) in maniera più compatta evitandomi di riempire il PCB di Flip-Flop, divisori, BCD, driver, ecc.. e ritrovarmelo grande quanto un A4... :))
Ogni suggerimento e soluzione è ben accetta!
Grazie per aver letto.
#12099
Mi sa che è una soluzione Giurassica come giustamnte hai detto nel mondo attuale, ma anche 30 anni fa, la soluzione è con microcontrollore.
#12100
Concordo con schottky sull'uso di un microcontrollore
Con meno di 20 euro prendi una board arduinoUno (se sei un esteta usa un atmega328P con un quarzo, due condensatori ed una resistenza) e puoi anche metterci un display LCD 2x20 che real time mostra HMS e numero del fotogramma.
Il compilatore/loader è gratuito e per imparare da zero (o quasi) il suo linguaggio simil C++ bastano 2-3 giorni. Le istruzioni fondamentali sono sempre le stesse: for, if, while, ecc.
#12101
Grazie per le risposte.
Il "giurassico a 40 pin" a dire il vero sta già funzionando alla grande da qualche mese (preso dal cassetto dei tempi dell'itis inizio anni 80). Vorrei aggiungere il resto.
Non sono un amante di Arduino e, volutamente per ora, non lo posseggo. Sto seriamente pensando di imparare a programmare proprio i Pic ed Atmega ma non ho più tempo e testa. Non ho mai fatto l'elettronico per professione anche se è stato ed è ancora il mio unico amore "materiale". Anche se in 2 o 3 giorni da zero riesco ad accendere il classico led (da solo e senza copia-incolla), quanto impiegherò per sviluppare un contatore? :)
#12103
Per accendere un led partendo da zero bastano venti minuti, il tempo di scaricare ed installarela ide. Per farlo lampeggiare ne servono altri cinque, il tempo di scrivere il codice. Ovviamente se la cosa interessa.
Codice: Seleziona tuttovoid setup() {  // il simbolo {  si ottiene con <alt>123
   pinMode(8,OUTPUT);  // imposta il pin 8 come uscita
}  //  il simbolo } si ottiene con <alt>125

void loop(){
   byte lettura =digitalRead(8);  //  leggi il pin 8 e metti il valore in <lettura>
   lettura=!lettura;    // inverti il valore di <lettura>  0->1 e 1->0
  digitalWrite(8,lettura);   // scrivi il pin 8 con il valore <lettura>
   delay(250);  // fermati per 250 millisencondi
}


Per gli usi amatoriali di base i microcontrollori microchip ed atmega sono praticamente equivalenti. La board arduino ha il grosso vantaggio di avere un compilatore C++ like gratuito e soprattutto non necessita di un programmatore HW perchè il loader della ide lavora sulla seriale via usb. Un altro vantaggio è che per moltissimi accessori (LCD, SD, sensori vari, RTC; servocomandi, ethernet, WIFI,ecc) sono disponibili delle librerie di interfaccia funzionanti e ben testate.

Per i cmos puoi provare il CD4510 (BCD - UP/DW) e CD4516 (BINARIO- UP/DW) entrambi presettabili o il CD4029 (binario/ bcd - UP/DOWN e presettabile)
https://www.ti.com/lit/gpn/cd4029b
https://www.ti.com/lit/gpn/CD4516B
puoi metterli in cascata col carry in /carry out e giocare con i preset per farli contare per 18 o 24

Buon lavoro!
#12104
Grazie Double.
Si, la cosa mi interessa, e grazie per lo startup, almeno vedo il led acceso e mi consolo !
Intanto mi scervello e rispolvero i miei cari ricordi con i CMOS.. un po al giorno con passione ...ma tempo permettendo.
Penso che vi tartasserò con domande banali sui micro.

Ora vado un po OT, ma poi eventualmente apro altri thread:
Per chiarirci subito, tutto quello che farò sarà finalizzato a dover funzionare in autonomia su pcb
quindi senza Arduini a corredo.
Se volessi programmare Atmega o Pic (quale dei due è più prestante a svolgere piu task?).
e giusto per iniziare, di cosa ho bisogno? Posso evitare Arduino per programmarli?
insomma per ora preferisco concentrarmi su un unico linguaggio.
Ho solo tante breadboard e tanti pc, tutto il resto mi manca ancora, ma sono pronto per lo shopping.

Uhmm ...quell'augurio finale di buon lavoro mi preoccupa un po :D
#12105
Sinceramente trovo l'atteggiamento schizzofrenico dici che non vuoi usare i microcontrollori perchè sono troppo complicati e poi il pic o at-mega si e arduino no, ma sai che arduino è un paradigma per rendere la programmazione degli at-mega semplice e alla potata di tutti?
Posso evitare Arduino per programmarli? Certo che puoi, solo che con arduino devi collegare la usb del PC al micro e è finita lì senza la usb la devi collegare ad un programmatore (ne esistono diversi tipi più o meno complessi) e poi collegare seguendo le indicazioni di quel particolare tipo il programmatore al micro (quale sarebbe la convenienza?)
Circa il linguaggio, con arduino ne hai uno solo linguaggio (una versione semplificata del c++) con i PIC ( e At-mega puri) dovrai scegliere tra i vari linguaggi che sono sempre i soliti basic C C++, specializzati per il processore ed è un pò difficile evitare qualcosa di assembler.
quello che farò sarà finalizzato a dover funzionare in autonomia su pcb quindi senza Arduini a corredo. Questo è veramente incomprensibile, dal punto di vista hardware arduno E' UN AT-MEGA con dentro solo il quarzo e altri componente di contorno che comunque qualsiasi At.mega si porta dietroù, se è la board di arduino che ti scoraggia sappi che arduino può essere anche virtuale: un semplice at-mega con solo il boot-loader caricato a cui si attacca un convertitore USB-Seriale (è il minimo per comunicare con qualsiasi micro) per programmarlo.
Circa le possibilità e la potenza sia nella famigli PIC che AT-Mega ci sono processori di varie prestazioni, tieni conto che il tutto è un pò fermo perchè a parte le applicazioni hobbistiche con arduino e cose del genere quel tipo di microprocessori (CISC) sta cedendo le armi per tutte le applicazioni di tipo industriale ai processori RISC di nuova generazione come gli ARM M a 32 o 64 bit molto più potenti e meno costosi
A proposito dello shopping la IDE di arduino è gratuita, il programmatore per i PIC o AT-Mega va comperato e anche i software, a second diquelli che si scelgono a volte vanno comperati
#12106
Un disegno vale più di mille parole: questo è un "arduinoUNO" fatto in cantina (ne ho fatti decine)
dou_atmega.jpg

Unica accortezza è che l'atmega 328P deve avere il bootloader precaricato (è il firmware che permette la programmazione via seriale). Li vendono sia vergini che precaricati, è anche possibile caricare il bootolader su un chip vergine in modo abbastanza semplice perchè la ide fornisce anche un burner sw ad hoc e come HW si usa un altro arduino. Volendo li vendono già assemblati, tipo questo, ma si trovano anche a meno della metà del prezzo. https://www.amazon.it/SparkFun-Arduino-Pro-mini-16MHZ/dp/B007YQZUEE

Quindi , come ti hanno già detto, arduinoUNO è una piattaforma HW e SW che usa un normale microcontrollore, ed è adatta anche per compiti anche relativamente complessi (gestisce variabili ed operazioni in virgola mobile con cinque cifre significative). E' una buona e soprattutto molto economica base di partenza . Ovviamente non puo' competere con altre piattaforme che usano chip recenti e molto più potenti, ad esempio le board con gli esp32 che integrano anche il wifi, costano meno di dieci euro e sono programmabili dalla ide arduino.

A differenza delle board Raspberry (che usano un Linux adattato) le board arduino non hanno un sistema operativo multitask e quindi lavorano in modo sequenziale, anche se con qualche accorgimento ed usando gli interrupt si riesce a fargli svolgere più lavori contemporaneamente.

Spero di averti invogliato a farci un pensiero, poi l'appetito vien mangiando.
#12108
Grazie, siete gentilissimi. Scusatemi per la risposata in ritardo ma ho preso dei turni di notte fuori sede e mi si sono sballati tutti gli orari...
Effettivamente sto "pagando" l'essermi volutamente tenuto lontano dai microcontrollori.
Il non voler usare i micro non è perchè li ritengo complicati. Non ho problemi a programmare, piuttosto non avrei più tanto tempo e testa per imparare un altro linguaggio. E' che sono rimasto legato ed affezionato ai discreti ed agli integrati, ma già da un po mi sono reso conto che ormai i micro sono il minimo per qualsiasi necessità.
L'avermi invogliato vi è riuscito! Mi avete schiarito qualche dubbio di base. Ora ripongo la domanda: se volessi prepararmi con Arduino un micro per accendere le luci dell'albero di Natale (giusto per dirne una) poi posso montare il 328P (con quarzo e tutto il corredo necessario) su un pcb realizzando quanto suggerito nel disegno (oppure usare i moduli suggeriti già pronti ed integrarli in qualsiasi pcb) giusto? ... non c'è bisogno che metta l'Arduino sotto l'albero, giusto?

Tornando al counter, argomento di questo topic, in breve tempo ho preparato gli schematici di entrambi sia a 18 che a 24 Fps, sia con 4029 che con 4510. Ho quasi perso più tempo a leggere i datasheet che a schematizzarli. Per certi versi il 4510 è un po più comodo perchè ha un ingresso di reset dedicato, ma in ogni caso per ciascun modulo occorrono 5 o 6 integrati (5 se l'unica OR che serve viene fatta con BJT). Aggiungendo un altro CMOS (e siamo a 7 !) posso commutarli fra di loro tramite un 4 vie perchè ci sono un po pull-down che non possono essere in comune fra i due conteggi e devono essere fisicamente scambiati tramite commutatore. Appena rientro (fra 3/4 gg.) li provo con un simulatore e poi su breadboad e vi faccio sapere, E' che ho le scatole piene di CMOS (per scatole intendo contenitori) perchè ai tempi della scuola ce li scambiavamo come figurine, Al di la delle giurassiche architetture e dimensioni, al momento, per me è molto più immediato il Cmos che il micro.
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