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#11595
Come da titolo mi servirebbero informazioni su un piccolo sogno (che sicuramente non diventerà mai realtà XD) che conservo da tempo.

Sono appassionato di informatica soprattutto hardware (assemblaggio pc e cose così) e mi chiedo: basta un corso di elettronica di 4 mesi, quindi breve, per riuscire ad apire un Azienda come da titolo?
Chiedo perchè la laurea in ingegneria informatica mi sembra ostica per via degli esami di Matematica...

Grazie in anticipo per le eventuali risposte!
#11598
Partiamo dalla laurea triennale in ingegneria informatica e vediamo cosa propone il Politecnico di Milano
https://www.poliorientami.polimi.it/cosa-si-studia/corsi-di-laurea/ingegneria/ingegneria-informatica/
Il corso di laurea in Ingegneria Informatica ha l'obiettivo di formare ingegneri capaci di applicare i metodi di indagine e di progettazione tipici dell'ingegneria in tutti i contesti in cui l'informatica è l'ingrediente fondamentale per affrontare e risolvere problemi complessi. [CUT] Un ingegnere informatico è in grado di progettare software, elaboratori e reti, spaziando da grandi sistemi informativi distribuiti a minidispositivi mobili, usando tecniche e metodologie allo stato dell'arte.
Il percorso formativo comincia con una preparazione di base, in cui lo studente acquisisce gli elementi essenziali delle discipline scientifiche indispensabili agli studi di ingegneria (fisica, analisi, geometria, algebra, logica matematica, statistica e calcolo delle probabilità). La preparazione informatica è accompagnata dai fondamenti delle altre discipline dell'ingegneria dell'Informazione: l'Automatica e l'Elettronica. Un orientamento sulle tecnologie delle comunicazioni e le reti offre agli studenti che lo desiderano la possibilità di approfondire gli aspetti legati alle Telecomunicazioni. [CUT]

Agli studenti che non intendono proseguire con la laurea magistrale viene consigliato di inserire nel piano di studi un tirocinio formativo presso aziende del territorio, in modo da acquisire competenze professionali specifiche.


Se devi aprire una azienza di produzione (o anche di assemblaggio ) di componenti HW (tastiere, mouse, ecc ) una laurea in informatica non serve (magari aiuta a capire cosa succede in azienda...) , basta che tu metta i quattrini e che assuma dei periti e dei laureati che progettano, organizzano la produzione e la vendita (con annessa riscossione dei quattrini altrimenti si va falliti). Piu' che le competenze e' indispensabile la capacità di saper gestire le relazioni con le banche, i fornitori, i clienti, il comune, la asl, ecc.

ps: Per la (temutissima) matematica visto che la lista di materie del politecnico è condensata in soli tre anni, la matematica in questione (cioè l'analisi matematic a con derivate ed integrali) sara' sicuramente molto leggera e forse piu' finalizzata a scremare chi non ha voglia di impegnarsi davvero negli studi.
#11600
- soprattutto hardware (assemblaggio pc e cose così) -

Per fare questo non occorre alcun titolo, mentre servirebbe qualche conoscenza che una università direttamente non dà. E una laurea per questo non serve, perchè non devi progettare niente : assemblare PC è una operazione che interessa parti commerciali già pronte e della matematica serve solo l'aritmetica.
E la valutazione la dai in base all'esperienza e a un laboratori dove puoi implementare test efficaci, a meno di dipendere dai vari Tom's e simili, per quello che valgono.
Per commerciare PC (dato che una volta costruiti bisognerà pure venderli, quello che potrà servire è un occhio attento a quanto gli opionion maker (pagati) incensano sui siti e sui forum, affinchè la plebe (di decerebrati) acquisti questo piuttosto che quello.

Ovviamente non parliamo di costruire alcunchè (al massimo personalizzare, modding). Anche perchè il mercato ora è -notebook- e basta. E per costruire quelli occorre una location in Corea e qualche migliaio di dipendenti.
Per costruire parti PC occorrono capacità "imprenditoriale" non indifferente, capitali senza limite, oltre che ad una adeguata pelliccia sullo stomaco.

Ricordo che molti anni fa PC Professionale versione FR aveva in copertina "Le PC est mort". Anni fa.
Adesso, sia per la direzione presa del mercato, sia per la sua crisi attuale e ancor più quella prossima, l'idea di mettersi ad assemblare PC partendo da una laurea triennale (per inciso, la necessità della matematica di Analisi I e II per aprire un negozio di informatica è analogo a voler imparare il sanscrito per fare il salumiere), oggi non mi sembra la migliore delle scelte per il proprio futuro.

Hai una analisi anche minima dell'area in cui vuoi porti in relazione a cosa vuoi offrire? Hai conoscenze commerciali adeguate per gestire una attività? Sei informato sul mercato, i distributori, i fornitori? Hai una buona conoscenza di cosa richiede il mercato in quel determinato momento? Ti informi costantemente sui nuovi prodotti, i benchmark, i test, cosa vuole la clientela a cui punti? Quanti siti, riviste fonti informatiche conosci? Quante volte le consulti a settimana? Sai identificare quali sono state le più impattanti novità che hanno modificato almeno un poco la strutuira classica del PC? Quanto conosci Windows e Linux ? Etc, etc....

E, soprattutto, di che capitali disponi (minimo più di tre zeri con qualche cifra davanti...)? Locazione, inizio attività, magazzino, spese vive, etc, etc
Anche perchè se non hai conoscenze, devi assumere chi ce le ha e questo richiede molti, molti $$$.
Senza parlare delle tasse e dei centomila balzelli e intralci e spese addizionali (commercialisti, avvocati, etc.) che il nostro pallido paese è in grado di mettere in atto contro chi vuole intraprendere.

Non è per demotivarti: ognuno fa quello che si sente di fare. E' solo perchè nel dubbio se aprire un negozio di computer o una rosticceria, consiglierei la seconda opzione.
Però se sei così motivato da sentirti in grado di affrontare un ambiente non proprio sano, forza! Buttati, ma è utile che prima valuti la profondità dell'acqua.
#11601
Daniele1012 ha scritto:[CUT] ]Ho letto che aprire un Azienda in Italia Delle volte porta al fallimento per la troppa tassazione.

Piu' che una laurea in informatica ti servirebbe un corso per identificare le baggianate e le idiozie che troppi ignoranti (e spesso troppi furbacchioni) dicono in TV e scrivono pure su grandi testate nazionali. Ad esempio troppi furbacchioni di mestiere per fare scena includono nelle tassazione i contribuiti previdenziali e l'accantonamento del TFR che NON SONO UNA TASSA ma sono un costo del lavoro, cioè una parte dello stipendio che si paga ai dipendenti. Ed ancora parecchi furbetti di partito terrorizzano in giro dicendo che le ditte pagano l'iva sulle fatture, il che E' VOLUTAMENTE INGANNEVOLE, l'iva si paga sulla DIFFERENZA fra fatture emesse e fatture ricevute, cioè sul valore aggiunto (e infatti si chiama Imposta sul Valore Aggiunto). Poi ci sono quelli che astutamente mettono assieme le tasse sulla società (IRES, IRAP, ecc) e quelle sulle persone fisiche (IRPEF, ecc) che ricevono dividendi dalle loro società. Tutto fa brodo per confondere le acque e ricevere consensi.

Il motivo principale di fallimento di una ditta anche se e' pure in attivo (cioè ha avuto un utile dopo aver tolto dai ricavi: i costi, gli ammortamenti, gli accantonamenti e le tasse) e' che i ricavi non si sono trasformati in incassi. Vale a dire che si fallisce quando i clienti NON ti pagano e quindi tu non puoi pagare i fornitori e la banca che ti ha prestato i soldi.
Una fattura genera un ricavo (soldi contabili) ma non generara un incasso (soldi veri) e se questo concetto di base, (assieme a costi ed ammortamenti) non ti è chiaro, o lo impari in fretta o lascia perdere l'aprire una ditta tua.
#11602
Non credo proprio che nella situazione attuale in italia una azienda del tipo che hai in mente abbia nessuna possibilità di decollare, anche avendo tre o quattro lauree. Il problema non è neanche quello della tassazione o del costo del lavoro che è vero in Italia sono molto più elevati di quanto non siano paesi come la Cina o altri pesei estremoorientali che sono maggiormente tagliati per questo tipo di produzioni. Una azienda tecnologica in Italia nel momento attuale può avere successo solo se ha delle capacità progettuali innovative. Cioè è capace non di assemblare ma di progettare nuovi prodotti che non esistono altrove o che hanno caratteristiche superiori ad analoghi prodotti in commercio, il succo è che una azienda di un paese avanzato, quale è l'Italia, può avere successo solo se genera prodotti avanzati, non si può cadere nella tentazione di battere i concorrenti sul piano dei prezzi di vendita percorso del tutto impraticabile ma sul piano della qualità tecnologica. E quà si ritorna al problema della PREPARAZIONE TECNICO SCIENTIFICA che unita ad una MENTE CREATIVA è la vera chiave del successo. Io, per il mio, precedente, mestiere ho frequentato diverse Startup in settori tecnologice dall'elettronica all'informatica alla chimica, quelle di successo disponevano in genere della collaborazione di un personale altamente qualificato, cito una di queste in cui tutto il personale (una quindicina di persone) possedeva almeno una laure magistrale e tre o quattro di loro anche un dottorato di ricerca, in pochi anni ha sviluppato soluzioni innovative ed efficienti in un settore di alta tecnologia, ottenuto brevetti e messi in commercio dispositivi avanzati (inizialmente costruiti in proprio ma poi subappaltati a factory cinesi) fino a raggiungere il risultato di entrare a far parte di una grande multinazionale che ha fruttato la crescita della capitalizzazione dell'azienda di diversi ordini di grandezza.
Quindi se vuoi assemblare accrocchi è preferibile mettere su una attività commerciale e vendere accrocchi assemblati da altri, se hai le idee per proporre (e la capacità di progettare) soluzioni innovative, e la voglia di farlo, allora la scelta della formazione professionale di alto livello è ineliminabile.
#11618
Io di questi tempi fossi in te metterei su un' industria farmaceutica :)

Se no prenderei un' idea "ecologica" e mi proporrei ad una industria esistente, per lo sviluppo della stessa, portando gli aiuti di stato dati ai giovani intraprendenti (speraci) ..e le conoscenze dell' azienda che con te formerebbe nuova manodopera :)
Vai a proporgli che ne so un cogeneratore come quello che ti ho messo io, e guardi se funziona,
così mi togli la curiosità anche a me ..che povero di studi di cavolate ne scrivo tante ma qualcuna ogni tanto poi va..
che di cogenerare contro i salassi delle bollette c' è proprio bisogno!

Quando lavoravo io lo studio non bastava occorreva integrarlo con la conoscenza pratica dei problemi
sul posto, mentre i problemi avevano bisogno di ulteriori studi per venir risolti , e le macchine aggiornate.
#12325
schottky ha scritto:Per aprire una azienda non serve alcun titolo di studio, poi se fai affari o no dipende da quello che sai fare.

Sono d'acordo con schottky. Avvia un'attività con ciò che sai fare al momento, se ciò corrisponde a ciò di cui le persone hanno bisogno.
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