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da kookaburra
#10848
https://i.postimg.cc/tJnNZrPJ/stellevel.png

A chi legge vorrei fare questa domanda ..cioè se nel disegno al numero (1), con il raggio laser e il rivelatore solidali alla terra, il tempo con il quale il raggio attraversasse i due punti, di partenza e di arrivo (presunta la terra in veloce movimento), fosse lo stesso che nel disegno al numero (2), quando invece
il raggio venisse emesso nelle due direzioni, tra i punti oggetto della misura, dalle due stelle disegnate all' esterno
Allegati
stellevel.png
da kookaburra
#10871
..ancora sulle "misure della luce " che mi torna in mente è questo quesito..

Supponiamo che da un oggetto in velocissimo allontanamento dalla terra, eccitando un suo atomo, venga emesso un fotone della stessa energia dell' eccitazione, (e'=h*F'), e della durata di una sola sinusoide,
..e che tale venisse ricevuto dalla terra ma con una frequenza differente, a causa dell' effetto doppler, e che dunque il fotone ricevuto fosse quantitativamente differente dal primo in questo termine (e"=h*F")

Dunque che la domanda verrebbe (in formule), che fine avrebbe fatto il fotone (il quanto) che è partito, se il quanto che arrivasse fosse differente (?)
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da Bios
#10873
Il fotone ha propagazione elicoidale:
  • viaggia a C nel verso del moto
  • oscilla alla lunghezza \(\lambda\)
È lo stesso fotone che red shifta, \(\lambda\) decresce a C costante e vira gradualmente verso il rosso. L'informazione è conservata!
da kookaburra
#10874
Per me se il fotone è stato emesso, spostando l' orbita dell' elettrone di un atomo, per una energia (e'=h*F') ..virando verso il rosso, ossia diminuendo di frequenza, una volta misurato sulla terra, non avrà più l' energia per
spostare l' orbita dello stesso elettrone in un atomo identico al primo, essendo (F'>F")
ossia (e'=h*F')> ((e"=h*F"), con effetti sull' orbita elettronica ben differenti
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da Bios
#10876
Intendi \(E = h\nu\)?
EDIT: Che l'energia descresca nel red-shift non è un mistero!
da kookaburra
#10877
Ti faccio allora una domanda, se quando sull' oggetto in allontanamento il fotone, metti giallo, fosse stato emesso per il passaggio da un orbita ad un altra dell' elettrone di un atomo, sulla terra il fotone che supponi vedremmo rosso sarebbe ancora quello capace di spostare l' orbita dello stesso elettrone nello stesso atomo
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da Bios
#10878
Chiediti: esempio, una trottola cambia la sua natura in base alla propria rotazione?
Il fotone può ionizzare compatibilmente alla propria energia. Il destino del fotone è molteplice! Ti sarebbe utile guardare i diagrammi di Feynman.
da kookaburra
#10879
Con la trottola ci giocano anche i bambini!
Se vuoi partecipare a questo tema comincia col rispondere alla mia prima domanda perché il tema parte da li!
Se non sei venuto per creare confusione, libero di rispondere lo stesso, darai i tuoi chiarimenti per altri che leggeranno o parteciperanno ...grazie!!
da kookaburra
#10880
Per me comunque pazientissimo anche sulle trottole, per il fotone scriverei che il momento angolare si conserverebbe comunque (h=m'*c*lambda'=m" *c*lambda") ma sulla terra
avendo il fotone virato verso il rosso non avrebbe più la stessa quantità di moto per cui (p'=m' *c) < (p"=m" *c),
che dunque non riuscirebbe più con l' onda d' urto (ma tra palleggiatori chiamiamolo colpo di biliardo) a far saltare l' elettrone nell' orbita originale
da kookaburra
#10886
Siccome mi piace spiegarmi meglio in altre parole ho scritto che la quantità di moto del fotone (m' *c), della sorgente, venga a variare percentualmente in base al sommarsi vettoriale della quantità di moto sorgente (m' *c)
con quella di velocità tra sorgente-osservatore (m' *v)
ossia come conseguenza con pochi passaggi matematici che (m" *c)=(m' *c) /(1+v/c)

Ad esempio se tra sorgente-osservatore ci fosse una velocità per cui lambda"=lambda' * (1+v/c), per effetto doppler

Per la quantità di Planck (h) in quanto corrispondente alle dimensioni di un momento angolare, che io dico d' onda, si avrebbe h=[(m'* c)/ (1+v/c)]*[lambda*(1+v/c)]
elidendo (1+v/c) e quindi scrivendo h=(m'* c)*lambda'=(m" *c)*lambda"
Dunque conservando momento angolare, ma non quantità di moto, che essendovi costante (c), forse meglio dire quantità di massa (doppler..)..relativa, (m" *c)=(m' *c) /(1+v/c) ==> m"=m'/(1+v/c)
(..e le considerazioni non cambierebbero aggiungendo il fattore di Lorentz per l' effetto doppler relativistico)

Con ciò ribadendo (in per conto mio), che il fotone da solo non conserva l' informazione nemmeno di chi fosse suo padre, senza altri dati, a differenza per il DNA degli umani purtroppo :)
io intendevo questo
E da qui per andarmi a far tornare i conti di dove fossero finite le energie, dalla sorgente all' osservatore, quando non fossero relativamente immobili
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